Cosa è lo Yoga?

Yoga, quattro lettere che parlano di un mondo. Letteralmente significa unione, praticamente attribuiamo molteplici significati a questa parola. Evoca in noi l’immagine di una cultura lontana, l’India dei maestri e dei guru che passano il loro tempo in meditazione e in complicate posizioni. Alcuni credono sia una religione, altri una pratica filosofica, altri ancora una disciplina interiore, e, soprattutto in occidente, la si ritiene una semplice pratica di rilassamento dallo stress quotidiano.

Personalmente mi piace pensare allo yoga come qualcosa di indefinito, a cui non si riesce o non si vuole dare una definizione proprio per non smettere mai di fermarsi, credendo di averne compreso il senso. Raramente viene intesa come un metodo di indagine del nostro essere e della realtà. E’ un cammino, un percorso, un viaggio dentro noi stessi, quella curiosità di scoprire i nostri limiti, quell’atteggiamento con il quale cercare di cambiare o fare cessare un comportamento ordinario.

Le origini dello Yoga vanno ricercate nell’antica India, nel 2000 A.C. Patanjali, pare che abbia scritto, o forse, trascritto, le tecniche dello Yoga fino a quel momento tramandate oralmente dagli antichi maestri. Il testo si chiama semplicemente ‘Yoga Sutra’, 196 aforismi sullo yoga. Il saggio mostra come, attraverso la pratica dello Yoga, si possa sviluppare la concentrazione, possiamo trasformare noi stessi, ottenere controllo sulla mente, sul corpo e sulle emozioni per raggiungere l’equilibrio psicofisico, la realizzazione del se’.

Secondo Patanjali ci sono otto passi per raggiungere il vero yoga, ovvero praticare l’Ashtanga Yoga, o Raja Yoga. E’ la via principale dello yoga, e utilizza la meditazione per calmare la mente e stabilizzarla.

Ashtanga significa otto passi ed è un percorso per arrivare alla coscienza cosmica, secondo il quale, siamo tutti uniti.

Le pratiche sono, nell’ordine:

Yama: controllo

Nyama: osservanza

Asana: postura

Pranayama: controllo dell’energia vitale

Pratyahara: ritrazione

Dharana: concentrazione

Dhyana: contemplazione

Samadhi: estasi

Secondo Patanjali infatti tutte le posizioni dello yoga servivano esclusivamente per il raggiungimento del Samadhi. Attraverso le asana, le posizioni, si preparava infatti il corpo a restare nella posizione più semplice di tutte, la prima: la posizione del loto. La parola asana in sanscrito significa ‘comodo’, e anche se viene generalmente tradotta come ‘posizione’, in realtà implica il restare immobili a lungo senza sforzo alcuno. Rimanere immobili è importante per riprendere il controllo in noi stessi.

Lo Yoga è una disciplina completa, una serie di tecniche corporee e non, che portano al controllo del respiro, del corpo e della mente. Tuttavia, in occidente, lO yoga più diffuso rimante l’Hatha Yoga. Di questa tecnica oggi sono conosciute le posizioni antistress e tralasciati gli aspetti spirituali. Un seguace ‘occidentale’ dello yoga, troverà, attraverso la propria esperienza, una serie di utili indicazioni per comprendersi meglio, per esplorarsi, per comprendersi meglio.

Tante vie che, unite, portano alla realizzazione del se, a riconciliarci con il tutto e con noi stessi, all’accettazione di propri limiti (anche fisici), all’appagamento interiore, seguito dalla felicità dove nulla manca e nulla è in eccesso.

Cominciamo? :-)

Namaste ॐ