I mantra: come liberare la mente

La parola mantra è composta da MAN=mente e TRA=liberare.

Mantra è una parola sanscrita, la lingua dell’antica civiltà vedica che ormai non è più nell’uso comune, nemmeno in India. Dunque insieme le due sillabe significano “formula che libera la mente”, oppure “pratica che protegge il pensare”, o anche “formula che agisce sul pensiero”. Il mantra è una sequenza di parole che, ripetuta con la pronuncia, e specialmente l’attitudine mentale corretta, è in grado di dare più potere alla nostra mente e creare degli effetti tangibili nella vita. E per effetti tangibili intendo qualcosa di reale: più pace, più amore, più felicità, più realizzazione, più ricchezza, ecc.

Qui però è d’obbligo una precisazione: in occidente, e specialmente nella tradizione cattolica (anche se in quella cristiana delle origini non è così), siamo abituati al concetto di preghiera, nel senso che ci si mette in ginocchio a chiedere perdono e a chiedere qualcos’altro. I mantra non sono preghiere in questo senso.

I mantra indiani sono formule che permettono di collegarci alla nostra vera essenza interiore, alla vera natura che è parte di noi: che poi lo chiamiamo Dio, divinità, Universo, deva, energia cosmica o qualsiasi altra cosa non importa. Il concetto è chiaro, i mantra ci connettono con la nostra natura più profonda agendo direttamente sull’inconscio.

LE CARATTERISTICHE DEI MANTRA

I mantra hanno origine in India all'interno dell'Induismo Vedico e nel Jainismo, popolari in diverse e moderne pratiche spirituali che si rifanno, seppur in modo impreciso, alle antiche pratiche delle religioni orientali. I mantra sono considerati come suoni vibrazionali, a causa della grande enfasi che si pone alla loro corretta pronuncia (grazie allo sviluppo della scienza fonetica, in India, migliaia di anni fa). Il loro scopo è liberare la mente dalla realtà illusoria e dalle inclinazioni materiali. Il processo di ripetizione di un mantra è definito cantilena.

1) INCANTATIVO

Deve essere in grado di produrre una risonanza sulle strutture sottili del sistema corpo-mente. Questa risonanza deve essere tale da riaccordare tutte le vritti dei chakra calmando così la mente o producendo in essa un effetto particolare. Il mantra deve appunto essere in grado di “incantare la mente” 

2) PULSATIVO
Deve essere in grado di pulsare. Il mantra deve essere una composizione di sillabe che possono distribuirsi equamente sulla nostra ritmica vitale. In pratica deve essere possibile ritmare le sue sillabe in modo armonioso e naturale.

3) IDEATIVO
Il mantra deve avere un significato. Ogni mantra ha in se il seme di un’idea, un concetto su cui possiamo appoggiare la nostra per far espandere la coscienza. 

RECITAZIONE DEI MANTRA

- KIIRTAN: tipo di mantra cantato in gruppo e accompagnato da balli e strumenti. 

- JAPA (ripetizione): tipo di mantra sussurrato. E' una pratica consueta nell'induismo, che consiste nella ripetizione continua di mantra, di solito in cicli di multipli di tre, il più popolare dei quali è il 108. A questo scopo viene utilizzato usano il mala (un rosario) composto da 108 grani e da un grano principale chiamato "meru".

I devoti eseguono la japa utilizzando le il pollice ed il medio della mano destra e recitando, per ogni grano, il mantra scelto. Una volta raggiunte le 108 ripetizioni, se si desidera continuare con un altro ciclo di japa, il devoto deve tornare indietro senza attraversare la perla "meru" e ripetere.

Si dice che attraverso il japa i devoti siano i grado di raggiungere un'estrema focalizzazione sulla divinità scelta o sul principio del mantra.

- ANTAR JAPA: uguale al rapa, con la differenza che il mantra è ripetuto mentalmente, non viene pronunciato. Questo tipo di recitazione agisce sul superconscio.

I bīja mantra

I bīja ("seme") sono monosillabi che generalmente non hanno un significato semantico, o lo hanno perso nel corso del tempo, ma vanno interpretati come suoni semplici atti a esprimere o evocare particolari aspetti della natura o del divino, e ai quali sono attribuiti funzioni specifiche e interpretazioni che variano di scuola in scuola. Spesso questi "semi verbali" sono combinati fra loro a costituire un mantra, oppure adoperati come mantra essi stessi (bījamantra).

Simbolo dell'Om

Simbolo dell'Om

Il Mantra 'Om' è considerato il bija mantra per eccellenza, il suono primordiale da cui ha avuto origine tutto l’Universo, la vibrazioni iniziale che ha messo in moto tutto quanto. è utilizzato sia come invocazione iniziale in moltissimi mantra, sia come mantra in sé. Le lettere che compongono il bīja sono A, U ed Ṃ: nella recitazione A ed U si fondono in O, mentre la Ṃ terminale viene nasalizzata e prolungata fonicamente e visivamente. La recitazione dell'OṂ è molto comune, ed è considerata di grande importanza: numerosi testi citano e argomentano su questo mantra.

ALCUNI MANTRA:

- Om

- Om Mani Padme Hum (mantra tibetano)

- Gayatri Mantra

- Moola Mantra

- Asato ma sat gamaya

- Hare Krishna

 

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Namastè ॐ

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