Chi è Patanjali?

CHI E’

Di Patañjali conosciamo pochissimo. Anche i dettagli più importanti della sua biografia sono oggetto di disputa e del poco che sappiamo, quasi tutto si confonde con la leggenda. Da un millennio si discute riguardo alle date della nascita e della vita di Patañjali. Alcuni autori suggeriscono che sia vissuto nel quarto secolo prima di Cristo, mentre altri insistono che sia vissuto nel sesto secolo D.C.. La ragione di questa forte divergenza nelle possibili date è la tradizione, comune a quel tempo (esisteva anche nell’antica Grecia e crea ancora enormi problemi agli storici), di attribuire ogni saggia affermazione, a qualcuno già noto per il suo grande valore. Al fine di rendere più accettabili e autorevoli i propri contributi, gli autori successivi furono lieti di concedere credito alle affermazioni attribuite ai loro illustri predecessori, che acquisirono pertanto una smisurata longevità. Di fronte a tale evidenza il meglio che si può fare adesso è di dar credito alle più probabili date della nascita e della morte di Patañjali. Poiché l’opera più nota di Patañjali, gli Yoga Sutra, si presenta in forma di lucidi aforismi, la data più probabile cade tra il quarto e il secondo secolo prima di Cristo.

E’, infatti, attorno a tal epoca che lo stile degli aforismi, non solo ebbe la sua massima diffusione, ma raggiunse probabilmente il suo più alto livello stilistico. L’opera di Patañjali è largamente riconosciuta come l’esempio più raffinato nella tecnica dei sutra. La data più probabile oscilla attorno al 250 A.C.

Qualcuno sostiene anche che egli abbia scritto un trattato di medicina ayurvedica. Certo è che il testo in questione tratta di ciò che è stato il massimo interesse di Patañjali: la diagnosi delle malattie, la struttura e la funzione del corpo umano, il mantenimento di una buona forma fisica, il benessere e il buon aspetto; riguarda inoltre le proprietà curative dei vari farmaci e le tecniche necessarie per somministrarli. Tutto ciò è menzionato negli Yoga Sutra. Ma sebbene la tradizione sostenga strenuamente che lo scrittore del testo ayurvedico sia lo stesso Patañjali che ha scritto gli Yoga Sutra, gli studiosi non accettano questo come un fatto sicuro.

Cercare di raccogliere informazioni sui genitori di Patañjali pone nuovi problemi. Secondo la leggenda era il figlio di Angiras, uno dei dieci figli di Brahma il Creatore, e di Sati, la consorte di Shiva. Se così fosse, sarebbe non solo il nipote del Creatore dell’universo, ma anche il fratello di Brhaspati, signore della sapienza e dell’eloquenza e grande offerente di sacrifici.

Gli YOGA SUTRA

Sfortunatamente la confusione riguardo alla vita di Patañjali si estende anche alla cosa che lo ha reso famoso: gli Yoga Sutra. Esistono dubbi riguardo a tre aspetti importanti. Patañjali scrisse realmente gli Yoga Sutra? Se lo fece fu lui il vero autore o fu semplicemente un ordinatore di cose già scritte? E accettando che la risposta alla prima domanda sia affermativa, il testo che abbiamo oggi è quello autentico?

L'opera di Patañjali consiste in 196 sûtra (in prima approssimazione potremmo tradurre questa parola con aforismi o versi) che descrivono con magistrale chiarezza e incredibile capacità di sintesi la filosofia Yoga.

In realtà la parola sûtra significa legame, sequenza o catena e indica come tutta l'opera sia un susseguirsi ininterrotto d’idee che s’incastrano perfettamente come i grani di una mala fino a formare un unico concetto che percorre in filigrana tutto il testo.

Questa scrittura è anche chiamata Yoga Darshana che è spesso tradotto con ‘filosofia Yoga’ anche se in realtà la parola darshana ha un significato molto più profondo: letteralmente significa vedere, quindi Yoga Darshana significa «il processo di vedere attraverso lo Yoga», ma si tratta di una vista preclusa agli occhi o ad ogni altro senso; è un vedere l'invisibile che si cela dietro la comune percezione.

IL TESTO E' DIVISO IN 3 SEZIONI:

  1. Samâdhi Pada (51 sûtra): viene analizzata la natura generale dello Yoga e poiché la tecnica essenziale è il Samâdhi, quest'ultimo viene trattato approfonditamente tanto da attribuire il nome alla prima sezione.
  2. Sâdhana Pada (55 sûtra): contiene la teoria dei klesa e un'analisi magistrale della sofferenza che la vita umana comporta e affronta le prime cinque tecniche Yoga cui si fa riferimento come bahiranga, ovvero sia esteriori. Scopo di questa sezione è quindi preparare fisicamente e mentalmente il sâdhaka alla pratica dello Yoga superiore.
  3. Vibhuti Pada (56 sûtra): tratta le tre rimanenti tecniche (antaranga, cioè interiori) e le siddhi cui queste naturalmente portano.
  4. Kaivalya Pada (34 sûtra): vengono esposti i problemi filosofici essenziali che lo studio e la pratica dello Yoga comportano.

I versi si susseguono secondo una logica indiscutibile e sono meticolosamente disposti seguendo un ordine ben preciso, riuscendo a toccare ogni aspetto della filosofia Yoga con sorprendente chiarezza. Ogni sûtra è una piccola perla che racchiude un insospettato rigore scientifico in un guscio di pura poesia.

Lo yoga di Patañjali è spesso chiamato o associato all'Ashtanga Yoga, ovvero lo ‘Yoga degli otto stadi’; infatti anche se l'autore offre un'ampia varietà di tecniche per armonizzare la mente e il corpo, il percorso principale si articola in otto stadi fondamentali.

I primi cinque sono:

1. YAMA (armonizzazione delle relazioni interpersonali), le osservanze;

2. NIYAMA (armonizzazione delle sensazioni interiori), i divieti;

3. ASANA (bilanciamento degli impulsi nervosi opposti), le posizioni;

4. PRANAYAMA (concentrazione di tutta l'energia pranica), il respiro;

5. PRATYAHARA (raccoglimento ed eliminazione di tutte le distrazioni esterne alla persona), il ritiro dei sensi;

Questi sono le cosiddette pratiche esterne, o bahiranga, che gradualmente preparano il corpo e la mente per gli ultimi tre stadi:

6. DHARANA (concentrazione della mente in un unico punto e soppressione della confusione mentale utilizzando un simbolo psichico come centro focale), la concentrazione;

7. DHYANA (meditazione; la consapevolezza scorre senza sforzo intorno al simbolo psichico), la meditazione;

8. SAMADHI (uno stato in cui vi è completa assenza di qualsiasi modificazione mentale; tutto ciò che rimane è consapevolezza), la beatitudine.

 

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Namaste ॐ

 

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