La Respirazione Yogica completa

Il respiro è il nostro mezzo di scambio con l’esterno. L’inspiro si può dire sia gioia, luce, sorriso…l’espirazione malinconia, buio, vuoto. Attraverso il modo in cui respiriamo possiamo capire come noi accettiamo uno scambio con l’esterno, con tutto quello che ci circonda; ogni volta che noi inspiriamo entra in noi un poco di universo, mentre quando espiriamo rilasciamo una parte di noi nell’universo.

Tutto questo lo possiamo capire solo se impariamo ad ascoltare il nostro respiro, le sensazioni sottili che ne derivano. Percepirle e capirle significa iniziare a controllarle ed a disciplinare il corpo. La mente stessa è mossa da diverse correnti nervose e il risultato finale è il raggiungere un perfetto controllo sul corpo.

Gli antichi yogi, attraverso le loro profonde meditazioni e le tecniche di respirazione controllata erano arrivati ad imbrigliare l’energia e canalizzarla con la propria volontà per risvegliare le potenzialità latenti del corpo e della mente. Il respiro è influenzato dl pensiero e dalle nostre emozioni, che ne rallentano o ne aumentano il ritmo e la velocità. Se siamo ansiosi, agitati, oppure al contrario rilassati, la respirazione differisce profondamente. Imparando a controllare il nostro respiro possiamo imparare a gestire meglio anche le nostre emozioni. Il controllo volontario e cosciente del respiro, energia, chiamato anche prana, è detto pranayama.

“Con la respirazione yogica il corpo diventa forte e sano, il grasso superfluo scompare, il viso si fa luminoso, gli occhi scintillano, un fascino particolare emana da tutta la persona; la digestione si svolge con facilità, il corpo si purifica interamente e la mente diviene calma, obbediente. La pratica costante apporta felicità e pace”. Swami Sivananda

La respirazione completa consiste in tre fasi successive legate insieme in una respirazione ideale.

Queste le tre fasi:

1 fase: respirazione ADDOMINALE o diaframmatica (Adhama)

2 fase: respirazione TORACICA o intercostale (Madhyama)

3 fase: respirazione CLAVICOLARE o con bronchi superiori (Adya)

Per eseguire la respirazione yogica completa, il respiro deve essere calmo e profondo e non deve essere praticata a scatti o forzatamente.

B.K.S.Iyengar, parlando di queste tre fasi nel libro “Teoria e pratica del pranayama”, ci insegna che Adhama è la parte più bassa, dove la respirazione è più grossolana e brusca, Madhyama è la parte media dove il respiro è semimorbido e infine Adya (o Uttama) dove la respirazione è alta, morbida e dolce.

La tecnica del “respiro yogico completo”, richiede che inizialmente, si espiri in modo lento, concentrandosi sulle singole zone dove avviene il respiro. Nella prima fase espirando prima si svuota la regione diaframmatica per mezzo dei muscoli addominali, poi quella centrale o toracica dolcemente tirando le costole verso l’interno e alla fine la zona clavicolare o detta anche dei bronchi superiori. Dopo l’espirazione fa seguito una lenta inspirazione iniziando a gonfiare prima l’addome, non in maniera eccessiva, per poi espandere il torace allontanando le coste fluttuanti ed infine alzare le clavicole per permettereanche agli apici polmonari di riempirsi di aria, continuando a concentrarsi sulle diverse zone polmonari man mano che l’aria vi penetra. Si prosegue con un continuo espiro, concentrando l’attenzione sulle zone dove avviene in quel momento la respirazione. Si comincia ad espirare dalle clavicole, per poi passare al torace, e infine espirare nell'addome.

Tutto il movimento dovrebbe essere fluido e armonioso, Al termine dell'espirazione facciamo una breve pausa respiratoria. All'inizio si consiglia di praticar da 5 a 10 cicli e lentamente aumentiamo fino a 10 minuti al giorno. Al termine rilassiamo ogni sforzo e ritorniamo al respiro naturale.

Namaste ॐ