I tipi di asana

Le asana sono le pratiche più conosciute dello yoga, e spesso sono l'ostacolo che impedisce a tante persone di iniziare a praticare.  Quando pensiamo allo yoga ci immaginiamo posizioni fisiche complicate che richiedono flessibilità e scioltezza corporea. Soprattutto ultimamente si pensa che per essere bravi praticanti ci si debba mettere a testa in giù o entrare in posizione estreme. 

La parola asana (si pronuncia àsana, in sanscrito आसन) significa posizione, e nello yoga è la postura o posizione che il corpo assume durante la pratica. Si dice che le asana siano migliaia, ma solo 84 sono riconosciute come le 'principali'. Ad ogni asana corrisponde una parte del corpo su cui lavora maggiormente.

Possiamo classificare le asana  in base a diversi fattori: alla posizione della colonna vertebrale, alla posizione rispetto al suolo e in base all'effetto che producono alla nostra mente. la colonna vertebrale è il nostro punto di riferimento principale.

Secondo lo yoga tradizionale, non è corretto presentare una lezione yoga seguendo solo un tipo di asana. Non è auspicabile ad esempio, fare una lezione basata solo sulle posizioni in piedi. Il tipo di asana può essere il filo conduttore della lezione, ma è auspicabile mixare i vari tipi di asana per andare a 'compensare' le posizioni. 

Ecco le principali categorie di asana:

IN BASE ALLA COLONNA VERTEBRALE

PARIVRTTI: ovvero le torsioni, rinforzano e distendono i muscoli paraspinali e dorsali, tonificano le terminazioni nervose e sono di grande aiuto nell'alleviare il mal di schiena, le emicranie e l'eccessiva rigidezza del collo e delle spalle. Sono molto utili per stimolare l'attività digestiva e la peristalsi intestinale. Si eseguono espirando (ad es.: Parivrtti Trikonasana);

PARSVA: piegamenti laterali, allungano i muscoli delle gambe e della gabbia toracica. Si eseguono espirando (ad es.: Utthita Parsvakonasana);

SAMASTHITI: sono le posizioni in cui la colonna vetrebrale è allineata e verticale, ad eccezione per savasana: allineata, ma orizzontale. (ad es. Tadasana)

PURVATANA: sono i piegamenti indietro. Hanno un effetto energizzante, aumentano la sopportazione dello stress e stirano gli organi addomanali. Si eseguono inspirando (ad es. Dhanurasana);

PASHIMATANA: piegamenti in avanti (o le asana capovolte), hanno un effetto calmante, il ritmo cardiaco e la pressione diminuiscono, gli organi di percezione si rilassano, liberando lo stress. Si eseguono espirando (ad es.: Navasana o Halasana)

PURVATANA O PASHIMATANA?

Quando siamo in dubbio se una posizione sia purvatana o pashimatana osserviamo il respiro: se si esegue inspirando è purvatana, se si esegue espirando è pascimatana.

IN BASE AL SUOLO

IN PIEDI: rinforzano le gambe, stimolano la circolazione degli arti inferiori e rendono più forte e flessibile la spina dorsale (ad ed. Virabadhrasana)

SEDUTI: hanno un effetto calmante sull'atteggiamento mentale e l’effetto di elasticizzare tutto quello che sta intorno al bacino, favoriscono la rieducazione del respiro, sciolgono esofago e diaframma (ad es. Matsyendrasana) 

PIEGAMENTI: hanno un effetto calmante (se in avanti, ad es. pashimattanasana) o energizzante (se indietro, ad es. Urdhva Dhanurasana);

CAPOVOLTE: o inversioni, permettono di invertire l'azione della gravità sul nostro intero organismo, favorendo il ritorno venoso ed eliminando i ristagni nelle gambe e negli organi addominali ed apportando un ricco afflusso di sangue ossigenato al cervello; inoltre effettuano una stimolazione del sistema endocrino e linfatico, contribuendo in tal modo a regolarizzare il metabolismo e ad attivare il sistema immunitario. (ad es. Halasana)

A TERRA:  si dividono in prone e supine.

Le posizioni prone vengono eseguite con l'addome rivolto al pavimento oppure appoggiandosi sulle mani e sulle ginocchia. Rinforzano la parte bassa della muscolatura della schiena, la cintura addominale e tutte le braccia, inoltre contribuiscono a sciogliere le articolazioni delle spalle e ad accrescere la mobilità della spina dorsale. (ad es. Shalabasana).

Le posizioni supine vengono eseguite con la schiena rivolta al pavimento; in generale si tratta di asana meno intensi, utilizzati verso la fine della sequenza per rallentare gradualmente il ritmo della pratica, recuperare le energie spese e preparare il corpo al rilassamento.

IN BASE ALL'EFFETTO SUL PRANA

CALMANTI: solitamente sono tutte le posizioni in cui ci pieghiamo in avanti, e hanno un effetto rilassante sulla mente e sul respiro (ad es. Balasana);

ENERGIZZANTI: posizioni in cui ci pieghiamo indietro, (ad es. Dhanurasana).

Praticando le asana potrai scoprire gli effetti e i benefici!

 

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Namaste ॐ

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